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Trading – L’impatto della Brexit sui mercati e sui consumatori si e’ smorzato ma cala la fiducia delle aziende. 

Dopo il voto britannico in favore dell’uscita dall’Unione Europea, i consumatori si sono dimostrati piuttosto indifferenti. Probabilmente perché è proprio ciò che hanno votato. Le imprese sono meno ottimiste, il che sorprende poco, considerato quanto fossero state avvisate le grandi e le piccole imprese prima del voto. Quindi, come si presenta oggi il panorama economico britannico? I recenti dati economici suggeriscono che nessuno lo sa veramente.


Ottimismo?



Prospettive contrastanti per il disastro post-Brexit – sono infatti giunti alcuni dati piuttosto solidi porvenienti da diversi angoli dell’economia.

La manifattura è cresciuta ad un ritmo più lento tra giugno e agosto in confronto al quanto fatto nel trimestre maggio-luglio. Ma è stata comunque un’espansione più rapida che in primavera, e la debolezza della sterlina indica che l’esportazione è aumentata.

Il rapporto del CBI mostra che il 34% delle aziende interpellate ha riportato una crescita della produzione, mentre il 23% ha dichiarato un calo. La differenza di 11% è quindi diminuita rispetto al 16% di luglio, ma non è certo un vero e proprio crollo.

Intanto, i consumatori sembrano piuttosto imperturbabili davanti al risultato del voto. A luglio, la vendita al dettaglio è cresciuta; i consumatori hanno fatto acquisti per le strade ma anche su internet. Anche l’inflazione sta migliorando – sta salendo piano piano verso il target imposto dalla Banca d’Inghilterra.


Immobiliare



Il settore immobiliare ha dato segnali contrastanti, ma il quadro generale sembra piuttosto positivo. I dati di HMRC mostrano che le vendite resistono, mentre le cifre riguardanti gli affitti rivelano che le approvazioni dei mutui sono scese del 5%, il che significa che i consumatori si sono ritirati dagli acquisti.

Persimmon, insieme ad altre aziende costruttrici listate FTSE, ha riportato una prima metà piuttosto buona, dicendo che gli affari non sono ancora stati intaccati dalla Brexit. Ha dichiarato che i visitatori sono cresciuti del 20% e che, nonostante un leggero aumento delle cancellazioni la settimana dopo il voto, ormai queste sono scese sotto la media.

Gli analisti si aspettano che il mercato immobiliare inizi però a calare, prevedendo un crollo dei prezzi dell’1% nel 2017.  UBS pensa che i prezzi resisteranno nel 2016, e in effetti, fino ad ora, pare che l’impatto sui prezzi sia stato limitato. Dei tassi d’interesse più bassi e la prospettiva di un maggiore supporto governativo dovrebbero dare un po’ di respiro, mentre una nuova scarsità dell’offerta dovrebbe riuscire a tenere a galla il mercato anche se l’attività crolla.


Lavoro



Le cifre sulla disoccupazione si sono anch’esse rivelate resistenti. Il numero di persone richiedenti la disoccupazione è in realtà sceso nel mese di luglio e il tasso di disoccupazione si trova a 4,9%, un numero abbastanza incoraggiante.

Tuttavia, non dovremmo fidarci troppo di tale calo. L’aumento dei liberi professionisti potrebbe significare che la gente non lavora abbastanza ore e quindi la media delle ore lavorative è scesa.

L’occupazione è un indicatore tecnico, quindi dovremo aspettare 3 mesi per avere il prossimo report e poter giudicare ciò che è successo.

La Recruitment and Employment Confederation ha dichiarato che i collocamenti a tempo indterminato sono crollati a luglio, confermando il fatto che il numero di posti di lavoro pubblicizzati è caduto di 700.000 la settimana dopo il voto.

La Banca d’Inghilterra ha avvisato che molti posti di lavoro verranno persi, mentre il National Institute of Economic and Social Research ha annunciato che 320.000 posti di lavoro potrebbero essere eliminati, in quanto l’economia britannica ha il 50% di possibilità di entrare in recessione nei prossimi 18 mesi.


Prossimi dati



Guardando avanti, vi sono alcune pubblicazioni di dati importanti che daranno un’idea più chiara del reale impatto della Brexit sull’economia britannica.
La settimana prossima, è prevista la pubblicazione dei risultati del sondaggio GfK sulla fiducia dei consumatori, insieme al triplo annuncio del PMI, anche quello previsto per settembre.
I numeri negativi del mese scorso riguardanti il PMI hanno giocato un ruolo importante nella decisione della Banca d’Inghilterra di tagliare i tassi e di rilanciare l’alleggerimento quantitativo. Il quadro generale è un po’ meglio di quello dell’inizio di agosto, ma l’economia sembra sul filo del rasoio.