Walmart chiuderà diverse centinaia di punti vendita.


Per una società che gestisce più di 10.000 punti vendita nel mondo, la chiusura di 269 negozi non è che una goccia nell’oceano. Tuttavia, la decisione è indice della fine di un lungo periodo in cui sembrava che Walmart non avrebbe mai smesso di crescere.


Nonostante Walmart sia la più grande società al mondo per fatturato, il 2015 è stato un anno piuttosto precario per il gruppo, con il prezzo delle azioni che è scivolato bruscamente in reazione all’annuncio che l’esercizio annuo sarebbe stato piatto.


Dalla metà del 2011 alla metà del 2014 l’azienda ha visto crescere il prezzo delle proprie azioni, passando da 51.90 ad un massimo di 87.54, ma da allora il prezzo è scivolato fino a quasi quota 60.


Perché? Quando sei praticamente il solo venditore in città (dopo aver messo fuori mercato tutti i concorrenti), entra in gioco una certa noncuranza, e Walmart non ha fatto eccezione.


Di recente la società ha investito importi considerevoli nei propri punti vendita e aumentato i salari, dopo essersi resa conto di avere un disperato bisogno di migliorare l’aspetto dei negozi, oltre che l’esigenza di motivare i lavoratori e incoraggiare l’amministrazione di talento. Tuttavia, la decisione di Walmart di chiudere centinaia di punti vendita, ovvero procedere attivamente ad un ridimensionamento, è una nuova direzione per l’azienda, le cui motivazioni sono state chiarite direttamente dal CEO di Walmart Doug McMillon.


Nel settore delle vendite al dettaglio, gli acquisti su internet continuano ad aumentare rapidamente. Walmar, titano del commercio retail tradizionale, ha trovato difficoltà nel competere contro importanti rivali dell’era digitale come Amazon, contro cui ha perso costantemente terreno.


La chiusura dei punti vendita potrà coinvolgere anche solo una frazione dei negozi gestiti da Walmart, ma suggerisce che il clima nel commercio al dettaglio sta cambiando. Molti dei punti vendita statunitensi che verranno chiusi sono negozi più piccoli (Walmart Express), parte di un programma pilota lanciato cinque anni fa, il cui esito sembra non essere un pieno successo. Inoltre, Walmart non sembra più disposta a combattere così attivamente fuori dagli Stati Uniti come una volta, con l’azienda che ha riscontrato diverse difficoltà nel farsi strada in Brasile, e sembra che gran parte del ridimensionamento fuori dagli Stati Uniti coinvolgerà proprio le operazioni in Brasile. Se Walmart si sta preparando per una battaglia nel campo delle vendite online, potrebbe essere che non possa permettersi di subire cali significativi nel settore del retail tradizionale, i quali richiederebbero risorse per essere gestiti al contempo. Si tratta solamente di una teoria, che potrebbe essere tuttavia uno scenario possibile.


Il titolo Walmart è scivolato più del 30% nel 2015. Con il ridimensionamento delle attività, il 2016 sarà un anno più positivo? Non possiamo far altro che attendere e vedere.